LA CURVA IN –OFFROAD: NULLA E’ SCONTATO!

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doktorcash
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LA CURVA IN –OFFROAD: NULLA E’ SCONTATO!

Messaggioda doktorcash » mar dic 13, 2011 12:28 pm

Anche il fuoristrada amatoriale come lo intendiamo e pratichiamo noi deve seguire dei fondamenti di guida, che sono totalmente differenti da quelli cui siamo abituati guidando su stade asfaltate. Quindi, dimenticatevi le “pieghe” a cui vi siete faticosamente abituati…e preparatevi a modificare completamente il concetto di curva!

-GUIDA IN PIEDI
La maggior parte dei percorsi in –Off prevede la guida in piedi; questo per una serie di motivi tutti egualmente importanti: stare in piedi sulle pedane significa abbassare il baricentro del mezzo, quindi dare maggiore stabilità alla moto; il controllo delle traiettorie è molto più agevole (non dimenticate che la traiettoria và “prevista” e non seguita: questo significa che NON dovete assolutamente guardare davanti alla ruota anteriore ma molto più avanti, per poter calcolare con largo anticipo la traiettoria migliore; chi guarda per terra, finisce per terra! La guida in piedi inoltre significa poter spostare agevolmente il peso e l’equilibrio del vostro corpo in avanti (salite), indietro (discese) o lateralmente (curve e contropendenze).
Nella curva in piedi, appunto, il peso del vostro corpo andrà all’esterno del baricentro della moto per compensare la tendenza ad allargare la traiettoria della moto, che sarà all’interno con poca o nulla flessione laterale del telaio ma con angolazione più o meno accentuata dello sterzo. Il concetto, a tavolino, non è di facile comprensione. Cercherò di spiegarmi meglio, proponendovi un facile “test”. Con la moto sul cavalletto (meglio se centrale!) provate a mettervi sulle pedane; ora, immaginate di girare, per esempio verso destra: ma non la moto, voi stessi; iniziate con il ruotare la testa verso destra: cosa accadrà? Le vostre spalle ruoteranno verso destra, il vostro bacino anche. Fate caso alla posizione del vostro corpo: l’anca sinistra verrà a trovarsi ben fuori del lato sinistro della moto, e mentre il piede destro spingerà un po’ indietro, il piede sinistro premerà con maggiore forza sulla pedana.
Tutte queste variazioni di equilibrio comportano molte cose: il piede che preme sulla pedana esterna contrasta efficacemente la tendenza a “scivolare” all’esterno del posteriore; le anche ed il bacino intraruotati agevoleranno il cambio di traiettoria della moto, e terminata la curva vi ritroverete automaticamente in asse con il mezzo; il peso all’esterno eviterà “chiusure” dell’anteriore anche in caso di curve molto strette.
Questa tecnica si utilizza tendenzialmente proprio nelle curve molto strette e a bassa velocità, poiché privilegia l’equilibrio, in stile quasi “trialistico”. Con una approfondita esperienza è possibile applicare questo tipo di impostazione anche alle curve veloci, utilizzando in tal caso una minore torsione del busto ed utilizzando il freno posteriore come “controllo” della velocità e della traiettoria: con una pressione graduale o dei “colpetti” sul pedale del freno posteriore si modifica la traiettoria e la velocità ottenendo una più o meno accentuata derapata controllata, mantenendo il gas costante. Ma questa tecnica richiede sicuramente una maggiore esperienza: è utile comunque provarla magari in un largo sterrato rettilineo o con un diametro di curva molto ampio, così da prendere confidenza con le reazioni della moto

-GUIDA “SEDUTO”
In molti casi (curve veloci ed ampie dopo un rettilineo; pista o mulattiera con margini “parabolici”, ossia rialzati) è molto redditizio impostare la curva da seduti. In realtà, anche in questo caso non si stà realmente seduti sulla sella, quanto piuttosto “rannicchiati” verso la porzione anteriore della sella, nei pressi delle giunzione con il serbatoio. Il sedere non poggia sulla imbottitura, quanto piuttosto il vostro ischio “spinge” in avanti e in basso. La gamba interna alla curva è sollevata ed avanzata, per intenderci deve risultare in direzione del mozzo anteriore, NON laterale alla pedana (è il modo più sicuro per provocarsi gravi distorsioni di ginocchio!) Il busto del pilota è diritto, abbastanza caricato in avanti, i gomiti e le spalla sono larghi e lievemente ruotati verso l’interno della curva. Il piede esterno preme con forza sulla pedana esterna, mantenendo l’aderenza del retrotreno. La moto è inclinata verso l’interno della curva.
Praticamente, visto di fronte, il pilota e la moto hanno un aspetto ad “Y” rovesciata.
Si utilizza, come detto, prevalentemente nelle curve veloci con fondo abbastanza regolare che arrivano dopo un tratto rettilineo in cui si è sviluppata una consistente velocità. L’aderenza e la trazione si ottengono scalando una o più marce e mantenendo il motore “allegro”. Il rischio è “entrare” fin troppo allegri e/o senza sufficiente pressione sulla pedana esterna: si allarga sensibilmente la traiettoria e si tende a “perdere” il retrotreno. Se invece il motore non ha un numero sufficiente di giri e l’inclinazione della moto non è sufficiente, il rischio sarà quello di “chiudere” l’anteriore e tendere a cascare all’interno della curva. Il ruolo della gamba interna è proprio quello di sostenere la moto correggendo l’inclinazione nel caso si sia piegato un po’ troppo il mezzo, ovvero se si rileva una tendenza eccessiva alla derapata del posteriore. La “zampata” deve seguire la parte anteriore con una flessione dell’articolazione del ginocchio, e non PUNTARE per terra (vedi lesioni del ginocchio di cui sopra!).
La pressione sul manubrio è abbastanza simile a quella che bisognerebbe esercitare in una curva veloce su asfalto: non tirando all’interno della curva, bensì il contrario esatto, ossia con una leggera pressione verso l’esterno della mano interna e una altrettanto lieve pressione verso il vostro busto della mano esterna.
Anche per le curve da seduto, vale quanto detto precedentemente: la teoria non è nulla senza la esperienza diretta; quindi, sceglietevi un pezzo di sterrato ampio e con fondo regolare, meglio ancora se con una lieve parabola, ed iniziate a provare con calma, senza voler strafare, ma “osando” progressivamente: in poco tempo vi sorprenderete a fare delle pieghe con il margine interno del manubrio a poco più di mezzo metro da terra. Provare per credere….

DoktorCash (fermone endurturista!)
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